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Nelson Mandela nacque nel 1918. Il suo vero nome era Rolihlahla Mandela, ma veniva chiamato Nelson. Suo padre Henry era un capotribù dei Thembu. Egli era un giovane dotato, studiò legge e mostrava un carattere determinato e anticonformista. Fu costretto a lasciare l’università per aver guidato alcune proteste studentesche e a riprendere gli studi, dovette rinunciare anche ai diritti di capotribù. Il Sudafrica era stato una colonia olandese. I “boeri”, discendenti dei coloni olandesi, mantennero la propria lingua e lottarono contro gli africani di lingua bantu. La colonia olandese venne ceduta all’Impero Britannico e numerosi furono gli scontri. Lentamente, la popolazione nera venne privata delle sue libertà: essa non aveva possibilità di fare politica, non poteva acquistare terre e non poteva votare. I posti di potere erano occupati dai bianchi, mentre i neri, che vivevano in condizioni servili, lavoravano nelle miniere, fabbriche e fattorie. Entrarono in vigore anche le leggi razziali dell’apartheid e Nelson decise di entrare nell’ANC, Congresso Nazionale Africano, un’organizzazione che lottava per la libertà dei sudafricani neri, che richiedeva pari diritti rispetto ai bianchi. Presto ne divenne leader. L’apartheid imponeva che i neri e i bianchi non potessero frequentare lo stesso ristorante, o prendere lo stesso autobus, che i bambini neri andassero in scuole diverse e altro. Mandela, da avvocato, si specializzò nei casi di apartheid, a favore dei cittadini neri poveri e indifesi. L’attività dell’ANC piaceva sempre più e coinvolgeva giovani sia neri che bianchi. Mandela si ispirava a Gandhi, credendo nelle proteste pacifiche. Ma, divenne un bersaglio delle autorità e fu considerato pericoloso, per cui restrinsero le sue libertà, soprattutto il parlare in pubblico. Venne, poi, arrestato con l’accusa di alto tradimento e processato. Mandela abbandonò il pacifismo e a Sharpeville, si svolse una violenta protesta contro l’apartheid e l’ANC e fu accusato dei tragici fatti. Mandela venne di nuovo arrestato per sabotaggio e complotto contro il governo. Venne condannato all’ergastolo: aveva 46 anni. Il prigioniero politico più famoso al mondo non scese mai a patti col governo. Nel 1990, venne liberato e tornato dal luglio 1991 alla guida dell’ANC, avendo capito che il futuro del Paese era nella cooperazione non-violenta tra bianchi e neri, condusse lunghi negoziati con il governo per la democratizzazione del regime. Nel 1994, venne eletto, a suffragio universale, Presidente del Sudafrica. Era il primo Presidente nero del Sudafrica. Il Presidente Mandela, costituì il primo governo multietnico, guidando il Sudafrica verso grandi cambiamenti, come la politica di redistribuzione dei beni, che aveva tanto penalizzato i neri. Nel 1996, venne finalmente approvata una nuova Costituzione democratica. Mandela, ormai anziano, si ritirò dalla vita pubblica, pur continuando a battersi per la giustizia sociale. Morì a Johannesburg nel 2013. L’ONU ha proclamato il “Nelson Mandela Day”, che ricorre il 18 luglio, nel giorno del compleanno del leader, un’occasione per promuovere la giustizia e la pace in tutto il mondo.

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